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I Samurai e lo Zen – Pappardella



“Lo scopo di percorrere un cammino non è raggiungere un obbiettivo, ma fare in modo che le sfide, le difficoltà e le soddisfazioni ci rendano migliori”.
Può sembrare strano che una religione misericordiosa come lo Zen fosse appoggiata dai Samurai che conducevano esistenze piuttosto sanguinarie, ma a quei tempi la vita era costantemente a rischio.
Un uomo poteva essere un abile praticante di arti marziali molto violente e, allo stesso tempo, essere una persona compassionevole.
Per questo i samurai si dedicavano allo studio e alla pratica dello zen con estremo rigore.
Lo Zen era per i guerrieri.
Lo Zen è semplice, diretto e indipendente, e la sua tendenza ascetica si adatta allo spirito di chi combatte.
Lo Zen è fiducia in se stessi ma anche negazione di se.
Lo Zen è dominio della paura e tratta la vita e la morte in maniera indifferente.
Un buon guerriero ha una volontà di ferro e con lo Zen non perde mai, o vince, oppure impara.
Ricorda: con una mente vuota avrai una concentrazione assoluta…
…E se la tua anima è priva di pensieri, nemmeno la tigre troverà spazio per i suoi artigli.
Aldo Rock

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