PBooom parte seconda – Arona 10K bagnata e fortunata

Arona, 7 Aprile 2019 – La maglia del pacco gara consegnata ai partecipanti al momento del ritiro di pettorale e chip recita ” Arona 10K, una corsa da cartolina”.

Diciamo che il cielo sopra al Lago Maggiore, oggi,  non ha deciso di rendere omaggio al motto della corsa organizata dalla Podistica Arona, e per la cartolina non ci rimane che un sacco di pioggia con cui inumidire il francobollo.

Il meteo controllato fino alla sera precedente dava buone speranze per la mattinata, ma quando ho aperto la finestra in cerca di luce al suono della sveglia ho scoperto che Giove Pluvio aveva deciso di far capolino in anticipo rispetto alle previsioni.

Armato di sacca gara e k-way mi dirigo verso Arona cosciente che nemmeno appellarsi ai piani superiori servirebbe a veder spuntare Apollo col carretto del sole per scacciare l’operato del suo padre romano.

Bless me Father I have sinned
I got pissed and I got pinned
And God can’t help the shape I’m in
Down on Rain Street
 
The Pogues

Inizio a pensare che forse quello che dovrebbe essere un test sui 10 km in vista del tentativo di personale di Maggio sarà un flop. In fondo anche Joe Strummer, nella sua parentesi coi Pogues, sapeva che neanche Dio poteva cambiare la sua sorte lungo la “via della pioggia”.

Saranno queste sponde dove il lago si stringe a non vedermi di buon occhio? Alla fine anche il giorno della traversata Angera-Arona di nuoto il meteo non fu propriamente quello di una giornata di fine estate.

Joe Strummer Maratona
Joe Strummer prima della Maratona di Londra del 1983

Ad Angera, ai tempi in cui correvo dietro a una palla con gli scarpini tacchettati, invece, mi beccai un bel cartellino rosso dopo aver segnato e fatto “ricordare” all’allenatore avversario l’etimologia del nome dei Pogues. La band dalle sonorità folk-irlandesi nasceva come Pogue Mahone, dall’ espressione gaelica irlandese póg mo thóin (“baciami il sedere”).

Dopo aver parcheggiato mi dirigo verso la zona partenza con borsa e ombrello, ma dopo aver ritirato il mio “kit” e scambiato quattro chiacchiere con il socio giallonero Simioni, decido di non servirmi del deposito borse e rifaccio il tragitto verso l’auto. Il tappeto-pavimento del gazebo infatti è abbastanza zuppo d’acqua. Altro bel tratto stanca gambe fino al parcheggio, mi cambio, e torno verso la partenza scaldandomi.

Valutando i vari tratti scivolosi penso che forse avrei fatto meglio a giocarmi una serata pre-gara come suggerito dal buon vecchio Strummer quando cantava coi Clash. Alla rivista Smash Hits, infatti, quando gli chiesero quale fosse il suo metodo di preparazione alla maratona (ne corse due a Londra e una a Parigi), rispose che il suo unico allenamento consisteva nel bere 10 pinte di birra la sera prima.

We walked the narrow path,
beneath the smoking skies.

Jane Siberry

Così iniziava la famosa canzone citata da Brandon Lee ne “Il Corvo”, quando diceva che “Oh non pioverà per sempre, Il cielo non cadrà per sempre”.

Arriva il momento dello start e purtroppo anche le parole del figlio di Bruce Lee vengono smentite. Il cielo continua a lacrimare.

arona 10k 2018Mi posiziono abbastanza avanti, e allo sparo del giudice FIDAL cerco più che altro di evitare falsi appoggi memore di quanto accaduto a vari atleti due settimane fa a Milano, quando non c’era nemmeno il rischio legato a un fondo scivoloso. Il primo tratto è quello in cui prestar maggiore attenzione. Curva e controcurva per uscire da Piazza del Popolo e immettersi su Corso Guglielmo Marconi dove il fondo in porfido lascia spazio all’asfalto e a un grip migliore.

Parto di buon passo e dopo un km trovo un buon trenino a cui accodarmi e che seguirò fino a fine gara. Il primo quarto di gara scorre veloce, e anche il passaggio sul tratto verniciato della ciclopedonale che costeggia i parcheggi al fianco dei cantieri di navigazione non crea problemi di grip.

Si arriva al primo giro di boa e fortunatamente l’inversione secca non mi spezza troppo il ritmo fur facendomi perdere alcuni secondi. Si continua a spingere. La pioggia ormai mi ha spiaccicato ogni residuo di cresta in una pettinatura alla Mr Bean. Anche il taglio da indiano Irochese di Strummer ora sembrerebbe un nido di cuculo.

Altro giro di boa, con i volontari che invitano a rallentare nella curva sulla scivolosa passatoia in legno composito. L’anno scorso dopo questa inversione di metà gara calai di colpo, con gambe che sembravano di marmo. “Corro nel vuoto pietrificato perché sono solo” avrebbe detto Joe gracchiando nel microfono.

The wind howls through the empty blocks looking for a home
I run through the empty stone because
I’m all alone
London’s burning with boredom now
London’s burning dial 99999

London’s Burning – The Clash

arona 10kPerdo qualche altro secondo per colpa del way-back ma non mollo il mio trenino di runner. Controllo il tempo e vedo che andrei a chiudere sopra il personale con questo ritmo. Dopo poco ricontrollo per vedere se ha aggiornato il ritmo. Niente. Per un attimo mi si riapre la vena, arriva un po’ di sangue al cervello e mi rendo conto che in realtà sono ben sotto il tempo prefissato, è un 38 minuti la prima parte! La mia lotta è contro il 39’22” del Memorial Laura Prati del 2017.

Col morale altissimo mi involo verso l’ultimo giro di boa, circumnavigo la transenna rossa e inizio a far due calcoli…potrei permettermi di perdere anche 10 secondi al km e portar a casa il personale. In realtà ne perdo 5 al settimo km e altri 5 nei 1000 metri successivi. Stanchezza? Sufficienza? Timore di scoppiare all’ultimo mille?

Al bip di fine del nono km riprendo un po’ di verve, ormai è fatta, il PB è in tasca. Entro sull’ultimo tratto in pavè, prendo cauto la curva a sinistra che mi porta in piazza, vedo il gonfiabile. Curva a destra guardando bene dove e come appoggio i piedi e poi a tutta verso il tappeto all’arrivo.

A distanza di 3 settimane dal personale di Vigevano in Mezza Maratona mi metto in tasca il secondo obbiettivo stagionale. Torno a casa con un bel PB sui 10K che andrà migliorato a Saronno tra un mesetto, lasciando di questa ottima prestazione solo un ricordo perduto nel tempo come lacrime nella pioggia.

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.»

Roy Batty – Blade Runner

Raf

Ispirato negli anni dai racconti e dagli aforismi motivazionali di Aldo Rock, dopo l'ascolto del quale si sentiva spinto dall'esigenza di indossare delle vecchie adidas, la classica felpe col cappuccio stile Rocky Balboa e correre su per la scalinata di Crenna immaginando di essere a Philadelphia, diventa runner a seguito delle pressioni di un "ghisa" con un morboso rapporto col Long Island.
Raf