Summits of my life – Gran Prix Montagne Varesine 2018

«Un contatore di laghi. Io, da grande, voglio essere contatore di laghi!».

La maestra distolse lo sguardo dalla lavagna, su cui stava scrivendo una lista dei lavori che noi bambini della classe avremmo voluto fare da grandi, e guardò il mio banco.

«Sì, contatore di laghi. Ma non voglio limitarmi a contare quanti ce ne sono. Io girerò sulle montagne e, quando troverò un lago, guarderò quanto è profondo lanciandovi in mezzo un sasso legato a una corda, guarderò quanti passi è lungo e quanti è largo. Guarderò da dove vengono i fiumi che vi si riversano, e in che direzione vanno quelli che nascono da lui. Guarderò se vi sono pesci, o rane, o girini. E se l’acqua è pulita oppure no».

Così inizia a raccontare le proprie gesta sportive quello che sicuramente è il più grande skyrunner degli ultimi anni, quel Killian Jornet Burgada che macina dislivelli indifferentemente con le scarpe artigliate d’estate o con le pelli, d’inverno, a regalare attrito ai suoi sci.

direttissima croce cadrignaLa montagna è fatica

Io ricordo che da piccolo invece mi divertii, per un periodo, a catalogare le cime della nostra penisola, ordinarle per altezza, recuperando numeri a 4 cifre dalla cartina fisica del mio atlante De Agostini. Roba che oggi con un excel e Wikipedia durerebbe al massimo un paio di click.

Beh, era molto più macchinoso, ma le vette sono delle mete da conquistare con sacrificio e abnegazione.

Oggi mi diverto a conquistare, al mio passo, le cime delle nostre prealpi sbuffando e pestando con le scarpe da trail, cercando di spingere il più possibile in salita soffrendo come Spud alle spalle di Renton sulle colline dietro Edimburgo, ma venendo prontamente ricacciato indietro quando il dislivello volge al negativo e vedo gli altri danzare tra le pietraie mentre io incespico lentamente.

Quest’anno, per la terza volta consecutiva, ho parteciparo al Grand Prix delle Montagne Varesine, il circuito di corsa in montagna del varesotto organizzato da Vittorio Ciresa a cui do una mano per quello che riguarda l’aspetto propagandistico, realizzando le grafiche, gestendo il sito e pubblicizzando gli eventi.

vibram vertikal sass de fer Il circuito è andato in questi anni espandendosi, raggiungendo quest’anno il numero di 10 manifestazioni, tra cui la riuscitissima seconda edizione del Vibram Vertikal Sass de Fer, la storica Gromeron orfana del cancellato trittico Eolo Running GP e la durissima ma affascinante Direttissima Croce Cadrigna.

Proprio quest’ultima gara mi ha regalato la scoperta di quel luogo delle nostre prealpi di cui tanto avevo sentito parlare ma mai avevo visitato, il passo della Forcora. Purtroppo il giorno della gara era avvolto dalla nebbia, che comunque gli donava un aspetto da film, ma non permetteva allo sguardo di volgersi tutt’intorno abbracciando i nostri laghi.

L’altra bellissima esperienza in un luogo che non avevo mai visitato (se non per un sopralluogo escursionistico un mesetto prima della gara) è stata quella del vertikal tenutosi al Sasso del Ferro di Laveno, dove in poco più di tre chilometri di sviluppo lineare si saliva dalle sponde del Lago Maggiore fino alla vetta del monte con un dislivello positivo di poco inferiore ai mille metri.

campione provinciale corsa in montagnaUna gara durissima, che portava le pulsazioni ai massimi della frequenza fin da subito, e che mi ha fatto sbattere immediatamente contro la sacrosanta verità dell’importanza di sapersi gestire nelle fasi iniziali di una competizione per non dover poi costantemente tentare di attingere alle poche briciole rimaste sul fondo del barile delle energie.

Campione provinciale di corsa in montagna

Una delle gare storiche del circuito, il Giro del Pozzo Piano, ha mostrato i soliti passaggi spettacolari e soprattutto è stata baciata come sempre dalla benevolenza del meteo. Una splendida giornata di sole è stata capace infatti di far spaziare lontano lo sguardo sui laghi mentre si spingeva sui saliscendi che circumnavigano il Monte Nudo.

La tappa di Vararo, piccolissima frazione di Cittiglio abbarbicata lungo la strada che porta al Passo del Cuvignone, era valida come campionato provinciale di corsa in montagna e mi ha permesso di ampliare la bacheca dei trofei. Ho infatti vestito la maglia di leader provinciale di categoria per la specialità della corsa in montagna, andando a fare il paio con quella conquistata a Marzo per quanto riguarda la corsa campestre.

Tnastari e raimondi sass della Rosserara le novità del circuito di quest’anno, un’altra tappa capace di portare il ritmo delle pulsazioni al pari di quello della batteria di una canzone dei Lag Wagon è stata la Chrono San Martino. La gara organizzata dall’amico Fabrizio è un’altra di quelle brevi ma dure e intense cronoscalate che ti lasciano i postumi il giorno dopo, ma che premiano la fatica fatta una volta giunti in vetta.

La chiesetta di San nartino, infatti, grazie alla splendida giornata, regalava una bella vista sui territori a valle e la zona d’arrivo era organizzata come le migliori skyrace.

Infine, un’altra piacevole sorpresa è stata la gara di Masciago Primo. Il Sass della Rossera, con un bel percorso a tratti veloce, mi ha fatto penare non poco perchè ero arrivato in condizioni pessime, con poche ore di sonno alle spalle e due gambe molli come il burro pronto a sciogliersi al sole di fine Luglio. Oltre al percorso, molto carino era anche il paese, un piccolo borgo dall’aria di paesino di montagna.

premiazioni grand prix montagne varesine 2018

Il Gran Galà delle premiazioni finali

Ovviamente, come per ogni circuito che si rispetti, c’è stato anche il galà finale dedicato alle premiazioni, tenutosi a Cuveglio a metà Novembre.

Il piatto è stato bello ricco, come sempre col buon Vittorio Ciresa. Infatti tra premiazioni personali per la classifica scalatori, quella generale e il premio ritirato a nome della società, son tornato a casa col mio bel sacco di Babbo Natale riempito in anticipo.

Oltre che ovviamente con la pancia ben rimpinzata dal buffet finale, con tanto di polpette che il giorno dopo maledivo durante la gara di Cross.

Ma alla fine, cosa saranno mai un paio di polpette dopo tutte le calorie consumate a far fatica sui nostri monti?

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