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2ª Babbo Natale Run

VARESE, BABBO NATALE RUN – Con ancora nelle gambe la fatica della sera precedente e nelle palpebre la pesantezza data da una sveglia che si oppone alla voglia di rifugiarsi nel caldo del piumone ero stato costretto dal terzo spirito del Natale che corre a indossare maglia termica, pantaloncini, scarpette e un cappello bianco e rosso.

Destato nel pieno di un russo prodigiosamente fragoroso e sorgendo a sedere nel mezzo del letto per raccogliere i suoi pensieri, Scrooge non ebbe bisogno di sentirsi dire che il tocco stava per suonare da capo. Sentiva di esser tornato in sé al momento preciso per abboccarsi col messo mandatogli per mezzo di Giacobbe Marley. Se non che, per un molesto ribrezzo che lo pigliò pensando a quale delle cortine il novello Spirito si sarebbe affacciato, le aprì tutte con le proprie mani; poi, rimettendosi a giacere, stette tutto vigile a guardare intorno. Voleva subito affrontar lo Spirito e non già spiritar dalla sorpresa.

I giardini estensi di Varese sono immersi più nella morsa del gelo che nell’atmosfera pre natalizia, a terra si vede un po’ di bianco dato dall’effetto del gelo notturno sul terreno ombreggiato dagli alberi.

La voglia di riprender la giacca a vento e andarsi a rifugiare al caldo di un cappuccino con una brioches alla crema è forte, ma lo spirito del natale che corre appena fiutata l’idea si mise a tirare dai pantaloncini per evitare ogni principio di fuga.

Ad ogni passo del riscaldamento lo vedevo che mi seguiva come un’ombra e la ricerca di ogni spiraglio per darmela a gambe veniva vanificato dalla sua presenza che appariva e scompariva dietro ad ogni siepe dei giardini.

BABBO NATALE RUN VARESEVenne quindi il momento della partenza, forse anticipata, tanto da raccattare qualche podista sul percorso, ancora intento a scaldarsi, e lo spirito imponeva di tenere il passo della testa del gruppo, per evitare ogni rimpianto, ma non aveva fatto i conti con quella che pareva essere opera di un Grynch dispettoso, che faceva apparire qua e la automobili e al contempo nascondeva o distraeva chi avrebbe dovuto dettarci la via.

La strada correva nel mentre veloce sotto i piedi, tanto veloce che in netto anticipo su quello che dicevano i km segnalati sul mio gps, era arrivato anche il traguardo, che per aspetto, e per distanza di gara, pensavo essere un ristoro intermedio prima di far ritorno ai giardini.

E invece era tutto finito, con somma sorpresa di tutto il gruppetto di testa, che sembrava giunto per caso alla propria meta, tanto che nessuno aveva accennato minimamente ad uno sprint per aggiudicarsi la vittoria.

Questa volta mi parve di udire lo spirito venirmi a sussurrare all’orecchie delle imbarazzate scuse, per il freddo, per il traffico…ma soprattutto per l’organizzazione…

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