12° Giro del Pozzo Piano

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Ci sono attimi che fanno la differenza nella giornata di chi ama lo sport, momenti in cui decidere una tattica di gara piuttosto che un altra, momenti in cui optare per un gesto atletico particolare, ecc

Ma il momento più difficile in cui prendere una decisione è quello in cui senti la sveglia suonare e devi optare per saltar fuori dalle lenzuola ed andar a far fatica solo perchè nel tentativo di alzar un braccio verso il cielo non hai la capacità di attrarre un martello di Thor e distruggere in un sol colpo quell’arnese che ha interrotto il tuo sonno.

Se poi, dopo il temporale della notte ti trovi a buttar l’occhio fuori dalla finestra e veder le prealpi incorniciate d’azzurro non hai scuse per tornar ad abbracciare il cuscino, e allora via verso Vararo.

La strada fino al lago di Varese è piena di ciclisti che approfittano della giornata, e a Cittiglio non ce ne son certo di meno, soprattutto quando dopo la svolta a destra ci porta sulla ascesa al Cuvignone, mecca dei varesotti sui pedali. A metà dell’ascesa incontriamo anche un folle podista che ad uno sguardo più attento ci accorgiamo essere il Basoli.

Molti i volti noti alla partenza, e tra una chiacchiera e l’altra ci perdiamo lo start e mentre son ancora in cerca del segnale del gps in coda al gruppo, Raimondi-Bollini-Mora se le stanno già dando sulle viette del borgo.

Provo qualche sorpasso per non rimaner imbottigliato sullo stretto sentiero che porta alla temuta ascesa della Valbuseggia, dove cerco di salir costante senza ingobbirmi troppo tra le roccette, memore del calvario dell’anno passato in cui il piriforme si ribellò.

Raggiungo incolume il passo del Cuvignone, provo a far girare le gambe, non particolarmente imballate, fino al Pozzopiano e torno poi a sbuffare in salita nel boschetto che porta al Monte Nudo.

A questo punto le salite son finite e bisogna provar a recuperare qualche posizione sulla jeeppabile in falsopiano, con un occhio a dove poggiar i piedi e uno sul lago maggiore.

Quando la strada risulta meno tecnica corro più rilassato e guadagno qualcosa, e quando l’asfalto sostituisce lo sterrato faccio far alla forza di gravità il suo lavoro e le gambe girano a meraviglia facendomi recuperare altre posizioni. Si torna poi su alcuni single track nel finale fino a raggiungere finalmente il gonfiabile e l’obbbiettivo dell’Arturo prima di andar a mettere le gambe a mollo nell’acqua ghiacciata del lavatoio.

CLASSIFICA MASCHILE: 1° Maurizio Mora – Atletica Verbano (51’47”), 2° Matteo Raimondi – Atletica Palzola (52’17”), 3° Giuseppe Bollini – Circuito Running (53’02”), 4° Francesco Piccinelli (54’07”), 5° Stefano Schevenin (55’26”).
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Cristina Clerici – CUS Insubria (58’30”), 2a Elisabetta Di Gregorio – Atletica Verbano (1h00’41”), 3a Lorena Strozzi – Atletica Casorate (1h01’21”), 4a Katia Fornasa  (1h04’58”), 5a Elena Benecchi (1h06’30”).

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GP Montagne Varesine, Montagna

Informazioni su Raf

Ispirato negli anni dai racconti e dagli aforismi motivazionali di Aldo Rock, dopo l'ascolto del quale si sentiva spinto dall'esigenza di indossare delle vecchie adidas, la classica felpe col cappuccio stile Rocky Balboa e correre su per la scalinata di Crenna immaginando di essere a Philadelphia, diventa runner a seguito delle pressioni di un "ghisa" con un morboso rapporto col Long Island.

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